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Sale iposodico con potassio: una scorciatoia per proteggere il cuore?

11 ottobre 2026 · 6 min di lettura

Sempre più persone sostituiscono il sale da cucina con quelli «light» arricchiti di potassio, e sui social il trucco viene presentato come un modo semplice per proteggere cuore e pressione. Un grande studio randomizzato ha dato risultati notevoli, ma vanno inquadrati bene: la popolazione studiata e le precauzioni contano quanto il dato finale.

Sodio e potassio: due minerali che lavorano in coppia

Il sodio trattiene acqua nell'organismo e, in chi è sensibile, contribuisce a far salire la pressione. Il potassio agisce in direzione opposta: si ritiene che favorisca l'eliminazione del sodio con le urine e aiuti i vasi a rilassarsi. Per questo il rapporto tra i due minerali conta almeno quanto la quantità di sale in sé. Un sale iposodico sostituisce una parte del cloruro di sodio con cloruro di potassio, nella speranza di ottenere entrambi gli effetti insieme.

Lo studio SSaSS: ictus, eventi cardiovascolari e morte

Il Salt Substitute and Stroke Study è un trial randomizzato a grappoli pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2021. Ha coinvolto 20.995 persone di 600 villaggi della Cina rurale, con precedente ictus oppure con almeno 60 anni e pressione alta. I villaggi sono stati assegnati a un sale sostitutivo (75% di cloruro di sodio e 25% di cloruro di potassio) oppure al sale normale, e i partecipanti sono stati seguiti in media per 4,7 anni.

L'ictus è stato meno frequente con il sale sostitutivo: 29,14 eventi ogni mille persone all'anno contro 33,65, con un rapporto di frequenza di 0,86 (intervallo di confidenza al 95% da 0,77 a 0,96). Sono risultati più bassi anche gli eventi cardiovascolari maggiori (0,87) e la mortalità per qualsiasi causa (0,88). Il rischio principale atteso, l'iperkalemia grave cioè l'eccesso di potassio nel sangue, non è risultato significativamente più alto (Neal et al., 2021).

Le analisi successive

Nel 2024 sono comparse analisi secondarie. Sul cuore, il sale arricchito di potassio sembrava ridurre la sindrome coronarica acuta (rapporto 0,80) e le aritmie (0,59), ma gli autori ricordano che sono analisi condotte a posteriori e che gli intervalli di confidenza erano ampi: non permettono conclusioni definitive (Yu et al., 2024). Sulle fratture, invece, non è emerso alcun effetto, né favorevole né sfavorevole (rapporto 0,96 per tutte le fratture; Wang et al., 2024), e anche frequenza e gravità del mal di testa sono rimaste uguali nei due gruppi (Haghdoost et al., 2024). Un dato rassicurante per chi temeva effetti collaterali inattesi, ma in questi casi l'assenza di differenze non è una prova di sicurezza assoluta.

Cosa significano i numeri in termini concreti

Un rapporto di 0,86 può sembrare astratto, quindi traduciamolo. Nello studio gli ictus sono stati 29,14 ogni mille persone all'anno con il sale sostitutivo e 33,65 con il sale normale: una differenza di circa 4,5 eventi ogni mille persone all'anno. Per la mortalità la differenza è di circa 5,3 decessi ogni mille persone all'anno (39,28 contro 44,61). Sono numeri piccoli per il singolo, ma su una popolazione numerosa e ad alto rischio fanno una differenza concreta. Sul fronte della sicurezza, gli eventi gravi attribuiti a iperkalemia sono stati 3,35 contro 3,30 ogni mille persone all'anno: praticamente uguali (Neal et al., 2021).

Va detto, però, che si tratta di un confronto fra due modi di salare e non di una cura. Chi ha la pressione alta resta in carico al proprio medico e alle terapie prescritte: il sale sostitutivo non prende il posto delle terapie prescritte.

Perché non è un via libera per tutti

Il contesto dello studio è molto specifico. I partecipanti avevano un rischio cardiovascolare alto e usavano il sale soprattutto per cucinare a casa. In altri Paesi, tra cui l'Italia, una quota importante del sodio arriva da pane, formaggi, salumi e cibi confezionati, su cui un sale sostitutivo da tavola ha poco peso. Inoltre lo studio era in aperto, senza cieco, e i risultati su popolazioni diverse non sono garantiti.

Soprattutto, il potassio in eccesso può essere pericoloso per chi ha una malattia renale o assume alcuni farmaci, come gli ACE inibitori, i sartani o i diuretici risparmiatori di potassio. Chi si trova in queste situazioni deve parlare con il medico prima di usare un sale arricchito di potassio. Anche per chi non ha problemi, ridurre il sale nell'insieme dell'alimentazione, privilegiando verdura, legumi e frutta, resta la strategia più concreta.

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Fonti

  • Neal B, Wu Y, Feng X, Zhang R, et al.. «Effect of Salt Substitution on Cardiovascular Events and Death». New England Journal of Medicine, 2021, 385(12), 1067-1077. doi.org/10.1056/NEJMoa2105675
  • Yu J, Arnott C, Li Q, et al.. «Secondary Analysis of the Salt Substitute and Stroke Study (SSaSS): Effects of Potassium-Enriched Salt on Cardiac Outcomes». Hypertension, 2024, 81(5), 1031-1040. doi.org/10.1161/HYPERTENSIONAHA.123.22410
  • Wang F, Pi Y, Zhao Y, et al.. «Effect of salt substitution on fracture: a secondary analysis of the Salt Substitute and Stroke Study (SSaSS)». BMC Medicine, 2024, 22(1), 366. doi.org/10.1186/s12916-024-03586-7
  • Haghdoost F, Gnanenthiran SR, Shan S, et al.. «The effect of salt substitution on frequency and severity of headache: results from the SSaSS cluster-randomised controlled trial of 20,995 participants». European Journal of Clinical Nutrition, 2024, 78(5), 401-406. doi.org/10.1038/s41430-024-01419-7

Fonti reperite e verificate tramite PubMed. Questo articolo ha finalità divulgativa e non sostituisce una consulenza personalizzata.

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